Tuttavia vi sono contraddizioni che non si comprendono: l'Ocse, che non è certo un organo ex comunista, ha pubblicato uno studio secondo il quale le differenze sociali cresciuto negli ultimi 20 anni, hanno causato un perdita di PIL dell'8,5%. Niente male!
Rilanciare la crescita quindi ridurrebbe le differenze sociali, per cui sarebbe una strada completamente diversa da quella intrapresa dal Governo Italiano (e da altri in Europa) che elimina le tutele del welfare in nome di una competitività stile "padroni delle ferriere".
Anche la troika continua sulla medesima strada dell'austerità, fregandosene della crescita di cui però si riempe la bocca nei suoi rappresentati più illustri (da Draghi a Lagarde), perchè?
Perchè il disegno perseguito è essenzialmente quello della distruzione della democrazia reale.
L’economia finanziaria non sa che farsene della crescita, anzi la teme e le interessa soltanto la possibilità di smantellare le capacità di reazione sociale e la sostituzione della legittimità popolare con quella aziendal -bancaria.
