IL MONDO E' COME UNO SPECCHIO

Osserva il modo in cui reagisci di fronte agli altri. Se scopri in qualcuno una qualità che ti attrae, cerca di svilupparla in te stesso. Se invece osservi una caratteristica che non ti piace, non criticarla, ma sforzati piuttosto di cancellarla dalla tua personalità. Ricorda che il mondo, come uno specchio, si limita a restituirti il riflesso di ciò che sei.

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giovedì 27 marzo 2014

Il ritorno (in sordina) dello Stato nell'economia

Mentre in diversi paesi emergenti, a partire dalla Cina, il ruolo dello stato e delle imprese pubbliche resta fondamentale ai fini dello sviluppo, in Occidente comincia solo ora ad insinuarsi qua e là il dubbio che forse un rilevante intervento dei pubblici poteri possa essere per molti versi necessario a fronte delle manifeste e crescenti crepe visibili nell’edificio dell’economia.
Negli ultimi tempi il dibattito sul tema sta andando avanti su molti fronti, anche se in sordina e senza alcuna visione generale che colleghi tra di loro le varie tematiche affrontate da diverse parti.
I temi principali sul tappeto sono quelli della ricerca e dell’innovazione, delle prospettive di sviluppo dell’economia occidentale, del governo dei processi di automazione, del controllo del sistema finanziario.

mercoledì 13 novembre 2013

OLTRE L’EURO



"E' palese che non è sufficiente, per comprendere la crisi di Eurolandia, considerare solo le questioni attinenti all’economia e alla finanza. Come spiegare altrimenti il fatto che una classe dirigente come quella italiana non cerchi in alcun modo di contrastare ma anzi favorisca una politica che sta devastando il nostro Paese? Per quale motivo cioè i nostri politici o meglio quei membri della nostra classe dirigente – politici o tecnocrati che siano – che tirano effettivamente le fila della politica italiana non si sono opposti né si oppongono nemmeno adesso a decisioni le cui conseguenze disastrose per l’Italia ormai sono evidenti a tutti coloro che hanno occhi per vedere? 

giovedì 3 maggio 2012

Uno stato sovrano dovrebbe poter decidere riguardo alla moneta e al suo debito

Il Partito della Finanza e delle Banche vuole che chi presta ad interesse venga sempre pagato su qualunque bonds specie dello stato. Questo "partito trasversale" occupa Harvard, Columbia, Yale, Princeton, il Wall Street Journal, il Financial Times, il NY Times... e martella ogni giorno lo slogan che le aziende e chi lavora in proprio possono avere perdite, fallire e dichiarare bancarotta e questo è "sano in un economia di mercato", ma non le grandi istituzioni finanziarie. Quelle no, devono avere sempre garantito che tutti i loro crediti vengono pagati. Se chi vende mobili o vestiti o acciaio o ha un ristorante va fallito per via della Globalizzazione (che questi figuri predicano) è fisiologico. Ma chi presta denaro allo stato (che non ha bisogno in realtà di emettere bonds perchè può emettere moneta...) guai al mondo se perde 
Tutto questo è una truffa cento volte più colossale di quella di Madoff. E' un mondo a rovescio. In realtà dovrebbe essere lo Stato Sovrano a decidere se qualcuno va salvato e dare la precedenza a chi lavora non chi presta ad interesse. E lo stato sovrano in realtà può fare quello che vuole, perchè fa le leggi e ha la polizia e i tribunali per applicarle. Lo stato emette dei pezzi di carta su cui è scritto "Io Ti Devo..." (la banconota da 10 euro o 50 euro...) che sono considerati "moneta". Non ha ovviamente senso che li prenda a prestito quando vuole spendere. Se lo stato vuole spendere basta che emetta un altro "Io Ti Devo...". Emettere un "Io Ti Devo" su cui paga un 5% di interesse (un BTP) non ha senso quando può emettere un "Io Ti Devo..." su cui non paga niente (50 euro...)