IL MONDO E' COME UNO SPECCHIO

Osserva il modo in cui reagisci di fronte agli altri. Se scopri in qualcuno una qualità che ti attrae, cerca di svilupparla in te stesso. Se invece osservi una caratteristica che non ti piace, non criticarla, ma sforzati piuttosto di cancellarla dalla tua personalità. Ricorda che il mondo, come uno specchio, si limita a restituirti il riflesso di ciò che sei.

Visualizzazione post con etichetta Matteo Renzi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Matteo Renzi. Mostra tutti i post

mercoledì 25 febbraio 2015

Tsipras, una delusione che non sorprende?

Così scrive il filosofo Eugenio Orso, e io -non vorrei ma- sono d'accordo con lui:
"In sintesi, la cosiddetta sinistra non rappresenta più le istanze popolari, la tensione verso la giustizia sociale, la difesa degli interessi, sempre più calpestati, delle classi dominate, oppure, come nel caso di Syriza, millanta di volerli fare ma poi va in direzione opposta. Ci sono due livelli di servaggio nei confronti delle aristocrazie neocapitalistiche occidentali, ben simboleggiate dai mercati & investitori. Il primo è quello primo è quello più esplicito, rappresentato dal PD e da tutti i suoi esponenti, a partire da Renzi, che idolatra il mercato, l’iniziativa privata e gli onnipotenti, benefici “capitali stranieri” che investono nel paese. Il secondo, più nascosto, apparentemente conflittuale, è quello di Syriza e simili, che promettono mari e monti a una popolazione oppressa, spogliata di tutto dagli appetiti del grande capitale, e poi – quando si arriva alla prova dei fatti – si rimangiano puntualmente le promesse, abbassano regolarmente la testa, applicano programmi politici e misure “impopolari” che si dichiarava di voler superare."
Questa raccolta del consenso di chi è arrabbiato contro il sistema, e la sua successiva sterilizzazione, lenta e inesorabile, nascosta da continui annunci che danno speranza, e costituita invece da realtà totalmente succubi al potere neoliberista, è un metodo antico quanto efficace, sempre di più grazie al servilismo dei media che offrono ai leader manipolati la grancassa che serve a evidenziare le parole e a nascondere i fatti.

martedì 14 ottobre 2014

La coperta troppo corta imposta dai trattati UE

Il solito chiaro ed efficace articolo di Marco Della Luna a proposito delle ultime sparate di Renzi su tagli per ulteriori 18 miliardi e pari riduzioni fiscali (sgravi alle aziende su IRAP e altro).

"Spostare i soldi non fa ripartire l’economia. E’ come tirare una coperta corta. Bisogna allungare la coperta, per farla ripartire. L’esperienza giapponese (e di altri paesi) descritta e analizzata matematicamente da Richard Werner nei suoi saggi The Princes of the Yen e New Paradigms in Macroeconomics, dimostra che sono senza effetto, ai fini della rilancio dell’economia, tutte le manovre di spostamento di liquidità (dal settore pubblico a quello privato o viceversa, dai consumi agli investimenti o viceversa, dalle imposte dirette a quelle indirette o viceversa). L’unica manovra che abbia effetto di rilancio è l’aumento della liquidità nell’economia reale.

giovedì 18 settembre 2014

Perchè ancora l'articolo 18?

Incredibilmente, proprio da un governo a guida PD (nel senso di erede di un partito che faceva delle esigenze dei lavoratori il suo primo obbiettivo, la stessa ragione di esistere), arriva un ulteriore e -forse- finale intento di definitiva abolizione dell'articolo 18.
Oltre al fatto che ci sono già un sacco di ragioni legittime per licenziare, e le vedremo dopo, e che la Fornero abbia ulteriormente ridotto le tutele e depotenziata tale legge (si veda scheda in fondo), ora arriva un ulteriore intento, venduto al popolo con la complicità dei media come un mezzo per aumentare le possibilità di lavoro mentre questo è un palese falso, di attaccare i lavoratori dipendenti. Il lavoratore, più precario è, meno sicuro è del suo futuro, e meno spende. Siamo già in crisi nera di consumi e investimenti, e invece di introdurre tutele per dare fiducia ai consumatori si fa esattamente il contrario. 
La conclusione che se ne deve trarre è che il reale intento è dare la possibilità ai datori di lavoro di licenziare il lavoratore/lavoratrice anche discriminando.

giovedì 24 luglio 2014

La litania delle riforme

Sta avvenendo qualcosa di paradossale, l'Italia avrebbe drammaticamente bisogno di riforme che rilancino la sua economia e il lavoro, fermino la disoccupazione e l'emorragia di imprese, rilancino gli investimenti (sostenibili) eccetera, che avrebbero un inevitabile impatto sul bilancio dello Stato che però è stretto mortalmente nella morsa dei trattati europei (fiscal kompact e relativo pareggio di bilancio peraltro introdotto in Costituzione senza avvallo democratico, MES, ecc). Si fa invece gran clamore di riforme costituzionali, a costo zero, che tagliano però democrazia e partecipazione, spacciandole come motore di ripartenza dell'Italia stessa.

lunedì 5 maggio 2014

Dopo le europee il diluvio

"Non c’è alcun dubbio che Il pd opera costantemente, sotto vari mascheramenti di corrente e sotto vari nomi (renziani, bersaniani, lettiani, cuperliani, civatiani), contro il popolo e il paese. Fin dall’inizio l’”operazione Renzi” mal celava una natura squisitamente mediatico-elettoralistica, nonché lo scopo di trattenere consenso, a livello di massa, evitando di scoprire le carte e rinviando tutto a dopo le europee. La legislatura deve – ripeto, deve – restare in piedi fino a scadenza naturale, cioè fino al 2018, o mal che vada ancora un paio d’anni (seconda metà del 2016, inizi 2017). Questo per consentire di “fare le riforme”,

martedì 1 aprile 2014

Riforma Renzi del Senato: una buona idea?

"E' possibile che Renzi sia stato scelto (lo diamo per scontato perchè nessuno arriva a fare il Presidente del Consiglio, in questi tempi di eurocrazia, per caso) non per dimostrate capacità, ma per la sua immagine di bravo ragazzo a capo di un governo di giovani rassicuranti – un’immagine che lo rende idoneo, con l’aiuto di contentini demagogici su tasse, auto di Stato e bollette, a far passare una riforma elettorale e del Senato estremamente pericolose e aggressive verso la democrazia. Una riforma  della Costituzione che prepara l’ambiente giuridico-costituzionale adatto in cui il successivo premier potrà esercitare una dittatura formalmente legittima.

domenica 16 marzo 2014

Le misure di Renzi e gli stimoli alla ripresa

Dal sito www.sbilanciamoci.info. da un articolo dell'economista F.R. Pizzuti

"Dalle misure sul lavoro parrebbe che il problema principale del nostro sistema produttivo sia quello di poter disporre di manodopera intercambiabile e a basso costo cioè di bassa qualifica; invece, il suo problema strutturale è la difficoltà di innovarsi, il che richiederebbe la formazione e l’assunzione a tempo indeterminato di personale qualificato per poter competere sulla qualità della produzione e non sull’illusione di battere sul prezzo le merci esportate dai paesi emergenti.

Gli sgravi Irpef che partiranno da maggio escluderanno del tutto i pensionati che hanno assegni anche inferiori ai 1500 euro mensili; così pure tutti coloro che, guadagnando ancora meno o essendo disoccupati, non avranno la “capienza fiscale” per poter usufruire dello sgravio Irpef. Prosegue dunque, anzi si accentua, la politica di allontanare in basso i redditi degli anziani, dei precari e dei disoccupati da quelli della popolazione attiva che è stata avviata con la lunga serie delle riforme previdenziali e degli ammortizzatori sociali dell’ultimo ventennio. In tal modo, oltre a creare una situazione di ulteriore disagio economico per coloro che – come gli anziani - si trovano in una fase di vita più bisognosa di cure e assistenza, si intacca ulteriormente il patto tra generazioni che sostanzia la coesione sociale.

Ancora non è chiaro come i famosi 10 miliardi verranno finanziati, ma si parla essenzialmente della diminuzione di spesa tramite la spending review, una rimodulazione delle entrate fiscali sulle rendite finanziarie e la possibilità di aumentare il deficit sperando che quello tendenziale non abbia già raggiunto il fatidico 3%. Quand’anche i primi due canali di finanziamento fossero percorribili ( sul terzo c’è poco da sperare), si tratterebbe comunque di togliere dal sistema economico da un lato ciò che si concede dall’altra. L’effetto complessivo di stimolo sulla crescita sarebbe irrisorio."

martedì 18 febbraio 2014

TuttoRenzi

Collezione di considerazioni su Renzi, chi è e che interessi fa (a futura memoria).
Si sta approntando, con l'insediamento a Palazzo Chigi del terzo premier consecutivo non eletto, l'ennesima truffa anti-italiani, l'ennesima rapina dei Poteri Forti ai poveri cittadini. Spero di essere smentito, con tutto il cuore. 





martedì 10 dicembre 2013

Renzi, ovvero il pensiero unico che avanza

Un analisi che condivido di Alessandro Robecchi (giornalista di sinistra e pure autore di Crozza).
"Le politiche di Renzi sono state largamente annunciate. A cominciare dall’ideologo finanziere Davide Serra, per proseguire con l’appoggio di vecchi apparati di lungo e lunghissimo corso, per continuare, come corollario, anche alcune gaffes o fughe in avanti (o indietro?) di certi suoi ultras (Blair, la Thatcher…). Insomma, il disegno non è ancora chiarissimo, ma si vede in filigrana la trama portante: un liberismo con la faccia più buona, la sostituzione di una lotta generazionale alla lotta di classe (ne ho scritto sulnuovo numero di MicroMega), l’assenza quasi totale di discorsi sulla redistribuzione del reddito e, invece, un ditino alzato verso quelle componenti della società (i pensionati, per dirne una) considerate una zavorra. La meritocrazia senza uguaglianza, cioè di fatto la promessa alle classi dirigenti attuali che a dirigere saranno ancora e sempre loro. Niente di nuovo, a parte i toni, i colori e il linguaggio (non nuovissimo nemmeno quello, peraltro, come dimostra l’ampio uso di stilemi pubblicitari e a volte addirittura veri e propri spot commerciali di grandi marche).