IL MONDO E' COME UNO SPECCHIO

Osserva il modo in cui reagisci di fronte agli altri. Se scopri in qualcuno una qualità che ti attrae, cerca di svilupparla in te stesso. Se invece osservi una caratteristica che non ti piace, non criticarla, ma sforzati piuttosto di cancellarla dalla tua personalità. Ricorda che il mondo, come uno specchio, si limita a restituirti il riflesso di ciò che sei.

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martedì 22 marzo 2011

Situazione libica, italiana e mondiale: poste e interessi in gioco


Sulla guerra libica le perplessità aumentano di giorno in giorno.
A mio parere occorre distinguere due diversi livelli di valutazione.
Il primo è quello della popolazione. Un dittatore sfrutta il suo popolo da 42 anni? Il popolo non ne può più e si solleva? Credo sia quanto di più sacrosanto e normale, per certi versi auspicabile, possa succedere!
Quindi è impossibile non essere dalla parte di chi -finalmente- si ribella alla mancanza di libertà e diritti civili. Ad essi doveva e deve andare tutta la solidarietà e tutto l'appoggio nostro e delle democrazie -o presunte tali- occidentali. Sul come questo appoggio avrebbe potuto estrinsecarsi ci sono molteplici interpretazioni.

venerdì 11 marzo 2011

Situazione libica e nord Africa (parte seconda): quali possono essere gli interessi in gioco?

Un vecchio detto cita "se vuoi capire la situazione, segui i soldi", e così come funzionano le cose sul pianeta c'è da pensare che varrà ancora per molto tempo.
I più smaliziati, coloro che seguono le vicende mondiali con un minimo di interesse, si sono certo domandati cosa poteva essere, tutto ad un tratto, cambiato in modo da permettere che lo status quo che faceva comodo a tutti fino ad un momento prima, status propedeutico a permettere che gli interessi economici dei potenti del pianeta potessero proliferare indisturbati, dovesse, e soprattutto POTESSE, cambiare così velocemente. 
Pensare che improvvisamente il malcontento del popolo sfruttato possa essere la molla che da sola induce il cambiamento, è da ingenui.

venerdì 4 marzo 2011

GHEDDAFI: un dittatore prodotto dal neoliberismo, dal FMI e dai governi democratici

Gheddafi non è sempre stato ciò che è. Solo da alcuni anni è diventato un dittatore corrotto ed estremamente repressivo. In realtà, nel 1969, il colonnello Gheddafi, che allora aveva 27 anni, capeggiò un colpo di stato ad immagine e somiglianza di quello concluso del suo idolo, il colonnello Nasser in Egitto, rovesciando il monarca Idris (che era sotto cure mediche in Turchia).

Nei suoi primi anni fece riforme sostanziali, tra le quali una riforma agraria e la nazionalizzazione del petrolio (maggiore risorsa del paese) destinando gran parte dei proventi derivanti dallo sfruttamento di questa risorsa a migliorare lo stato delle classi sociali popolari e, in particolare, i servizi sanitari e l'istruzione.