IL MONDO E' COME UNO SPECCHIO

Osserva il modo in cui reagisci di fronte agli altri. Se scopri in qualcuno una qualità che ti attrae, cerca di svilupparla in te stesso. Se invece osservi una caratteristica che non ti piace, non criticarla, ma sforzati piuttosto di cancellarla dalla tua personalità. Ricorda che il mondo, come uno specchio, si limita a restituirti il riflesso di ciò che sei.

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giovedì 30 aprile 2015

Il capitalismo non funziona più? O funziona troppo bene?


BoT a zero, in attesa del grande botto

La notizia è da prima pagina. Ma siccome nessuno sa bene come trattarla quasi tutti spingono il tasto “ottimismo” e fanno finta di non vedere l'altra faccia della medaglia.
Partiamo dunque dalla notizia semplice semplice: ieri il ministero del Tesoro  ha collocato BoT a scadenza di sei mesi a un tasso di interesse pari a zero. In pratica, il Tesoro chiede un prestito sui mercati e tra sei mesi non pagherà nulla come “retribuzione del capitale”, limitandosi a restituire la cifra ricevuta.

A breve, come già in altri paesi europei, l'Italia emetterà titoli a un tasso negativo.
La domanda che apre la porta sul “lato oscuro” è altrettanto semplice: perché un investitore (una banca, un fondo di investimento, o persino un normale cittadino con qualche risparmio da parte) accetta di prestare i propri soldi sapendo in anticipo che non ci guadagnerà nulla o addirittura ci rimetterà qualcosa?

lunedì 26 gennaio 2015

Il Quantitative Easing ovvero voler curare con gli stessi elementi che hanno provocato la malattia

"Il Quantitative Easing e più in generale l'insieme delle politiche europee partono dall'assunto che alla base della crisi ci sia un problema di finanza pubblica, “dimenticandosi” come sia la finanza privata ad aversi trascinato nella situazione attuale. Una finanza ipertrofica e fuori controllo che è stata salvata solo pochi anni fa con migliaia di miliardi, socializzando le perdite dopo avere privatizzato i profitti. Per chiudere questo casinò finanziario privato poco o nulla è stato fatto in questi anni, anche se le proposte sono tutte sul tavolo, da una tassa sulle transazioni finanziarie alla separazione tra banche commerciali e di investimento ad altre ancora. Si parte però da una diagnosi completamente sbagliata – il pubblico è il problema, il privato è la soluzione – per proporre una cura altrettanto sbagliata – austerità per Stati e cittadini che hanno subito la crisi, liquidità illimitata per la finanza che l'ha provocata. Il risultato di tali politiche è sotto gli occhi di tutti: negli ultimi anni continuano ad aumentare le diseguaglianze tra un'élite sempre più ristretta e più ricca e la stragrande maggioranza della popolazione, sempre più povera. Povertà diffusa che, al di là degli impatti sociali, si traduce in meno consumi e un crollo della domanda aggregata, ovvero recessione, deflazione e sfiducia.