IL MONDO E' COME UNO SPECCHIO

Osserva il modo in cui reagisci di fronte agli altri. Se scopri in qualcuno una qualità che ti attrae, cerca di svilupparla in te stesso. Se invece osservi una caratteristica che non ti piace, non criticarla, ma sforzati piuttosto di cancellarla dalla tua personalità. Ricorda che il mondo, come uno specchio, si limita a restituirti il riflesso di ciò che sei.

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martedì 14 ottobre 2014

La coperta troppo corta imposta dai trattati UE

Il solito chiaro ed efficace articolo di Marco Della Luna a proposito delle ultime sparate di Renzi su tagli per ulteriori 18 miliardi e pari riduzioni fiscali (sgravi alle aziende su IRAP e altro).

"Spostare i soldi non fa ripartire l’economia. E’ come tirare una coperta corta. Bisogna allungare la coperta, per farla ripartire. L’esperienza giapponese (e di altri paesi) descritta e analizzata matematicamente da Richard Werner nei suoi saggi The Princes of the Yen e New Paradigms in Macroeconomics, dimostra che sono senza effetto, ai fini della rilancio dell’economia, tutte le manovre di spostamento di liquidità (dal settore pubblico a quello privato o viceversa, dai consumi agli investimenti o viceversa, dalle imposte dirette a quelle indirette o viceversa). L’unica manovra che abbia effetto di rilancio è l’aumento della liquidità nell’economia reale.

domenica 16 marzo 2014

Le misure di Renzi e gli stimoli alla ripresa

Dal sito www.sbilanciamoci.info. da un articolo dell'economista F.R. Pizzuti

"Dalle misure sul lavoro parrebbe che il problema principale del nostro sistema produttivo sia quello di poter disporre di manodopera intercambiabile e a basso costo cioè di bassa qualifica; invece, il suo problema strutturale è la difficoltà di innovarsi, il che richiederebbe la formazione e l’assunzione a tempo indeterminato di personale qualificato per poter competere sulla qualità della produzione e non sull’illusione di battere sul prezzo le merci esportate dai paesi emergenti.

Gli sgravi Irpef che partiranno da maggio escluderanno del tutto i pensionati che hanno assegni anche inferiori ai 1500 euro mensili; così pure tutti coloro che, guadagnando ancora meno o essendo disoccupati, non avranno la “capienza fiscale” per poter usufruire dello sgravio Irpef. Prosegue dunque, anzi si accentua, la politica di allontanare in basso i redditi degli anziani, dei precari e dei disoccupati da quelli della popolazione attiva che è stata avviata con la lunga serie delle riforme previdenziali e degli ammortizzatori sociali dell’ultimo ventennio. In tal modo, oltre a creare una situazione di ulteriore disagio economico per coloro che – come gli anziani - si trovano in una fase di vita più bisognosa di cure e assistenza, si intacca ulteriormente il patto tra generazioni che sostanzia la coesione sociale.

Ancora non è chiaro come i famosi 10 miliardi verranno finanziati, ma si parla essenzialmente della diminuzione di spesa tramite la spending review, una rimodulazione delle entrate fiscali sulle rendite finanziarie e la possibilità di aumentare il deficit sperando che quello tendenziale non abbia già raggiunto il fatidico 3%. Quand’anche i primi due canali di finanziamento fossero percorribili ( sul terzo c’è poco da sperare), si tratterebbe comunque di togliere dal sistema economico da un lato ciò che si concede dall’altra. L’effetto complessivo di stimolo sulla crescita sarebbe irrisorio."