IL MONDO E' COME UNO SPECCHIO

Osserva il modo in cui reagisci di fronte agli altri. Se scopri in qualcuno una qualità che ti attrae, cerca di svilupparla in te stesso. Se invece osservi una caratteristica che non ti piace, non criticarla, ma sforzati piuttosto di cancellarla dalla tua personalità. Ricorda che il mondo, come uno specchio, si limita a restituirti il riflesso di ciò che sei.

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martedì 14 ottobre 2014

La coperta troppo corta imposta dai trattati UE

Il solito chiaro ed efficace articolo di Marco Della Luna a proposito delle ultime sparate di Renzi su tagli per ulteriori 18 miliardi e pari riduzioni fiscali (sgravi alle aziende su IRAP e altro).

"Spostare i soldi non fa ripartire l’economia. E’ come tirare una coperta corta. Bisogna allungare la coperta, per farla ripartire. L’esperienza giapponese (e di altri paesi) descritta e analizzata matematicamente da Richard Werner nei suoi saggi The Princes of the Yen e New Paradigms in Macroeconomics, dimostra che sono senza effetto, ai fini della rilancio dell’economia, tutte le manovre di spostamento di liquidità (dal settore pubblico a quello privato o viceversa, dai consumi agli investimenti o viceversa, dalle imposte dirette a quelle indirette o viceversa). L’unica manovra che abbia effetto di rilancio è l’aumento della liquidità nell’economia reale.

venerdì 14 marzo 2014

Discutere dell’euro e delle sue regole potrebbe forse essere l’unico modo per salvarlo

Dal sito www.sbilanciamoci.info. un'analisi equilibrata e obbiettiva della situazione di Roberto Schiattarella, (Economista e docente presso l'Università di Camerino).
L’Europa per potersi consolidare ha bisogno di regole che siano coerenti con il suo progetto e quindi anche di una nuova cultura che si opponga a quella, oggi largamente prevalente, che attribuisce la responsabilità degli squilibri ai più deboli.
Se le conseguenze dell’esistenza dell’euro sono quelle che si stanno vivendo, porsi la questione della permanenza dei paesi della periferia europea nell’euro non solo è assolutamente necessario, ma è doveroso. È doveroso perché è solo a quel livello che ci si può misurare con la questione delle regole. Ed è solo a quel livello che da un lato diventa evidente il fatto che la soluzione dei problemi non può essere affidata solo a nuove strategie di politica economica, e, dall’altro diventa possibile affrontare la complessità dei problemi e dei livelli a cui intervenire. Se non si consolida una coscienza di questo tipo, se le regole rimarranno immutate, l’uscita dalla moneta unica, a giudizio di chi scrive, è solo questione di tempo. Con tutte le conseguenze drammatiche che l’interruzione di un processo politico di questa importanza potrebbe comportare. Discutere dell’euro e del contesto di regole che gli fa da contorno potrebbe forse essere l’unico modo per salvarlo.


martedì 18 giugno 2013

Se dicessi che sui vincoli europei ha ragione Berlusconi?

Bisogna utilizzare l’avanzo primario (l’eccedenza delle entrate fiscali sulla spesa, esclusi gli interessi sul debito), sfondando il vincolo europeo del deficit al 3%. Nelle condizioni date, non ci sono altre strade altrettanto efficaci, certe, per rilanciare l’economia. Infatti, nessuno ormai può più negare quanto una parte della accademia italiana ha chiarito già tre anni fa, con la famosa “Lettera degli economisti”: le politiche di austerità sono fortemente recessive e fanno sprofondare l’Europa nel baratro. Quanti sostenevano che i moltiplicatori della politica fiscale – che appunto misurano l’impatto dei tagli e delle tasse sulla produzione nazionale – fossero trascurabili (o addirittura negativi, secondo la favoletta per cui l’austerità favorirebbe la crescita) sono stati sbugiardati nella maniera più plateale. Come ha scritto Krugman, mai nel ring della storia del pensiero economico un match teorico si era chiuso con un ko così netto. I keynesiani, favorevoli alle politiche anticicliche di stimolo della domanda, hanno messo al tappeto i falchi della austerità. 

martedì 12 febbraio 2013

€uro: un disastro annunciato


Euro: un disastro annunciato



Vi propongo l'interessantissimo articolo di F. Tringali e M. Badiale apparso sul numero di dicembre-gennaio della rivista alfabeta2: un articolo prezioso che ricostruisce quale fu la genesi dell'euro alla fine degli anni 80 e come il PCI di allora, attraverso un Giorgio Napolitano già protagonista, finì per accettare il capestro europeo in barba agli interessi dei lavoratori.

venerdì 18 gennaio 2013

CRISI ECONOMICA E SPIRITUALITA’


I saggi dello Spirito venuti di tempo in tempo hanno sempre invitato i contemporanei, oltre che a vivere saggiamente, ad inquadrare gli avvenimenti del mondo in una visione più ampia e non solo materiale. Oggi questo compito si rivela più che mai importante nei confronti dell’economia, che da semplice materia scientifica è stata trasformata nel motore del mondo. Addirittura, all’inverso di come dovrebbe essere in un mondo vivibile, ci propongono un mondo in cui anche l’ecologia sarebbe inglobata nell’economia, e l’ossimoro “sviluppo sostenibile” ne è il palese quanto ipocrita emblema, come se le regole che governano i movimenti dei capitali fossero il “generale” e le leggi che governano la vita della terra il “particolare”! Stabilire invece una giusta gerarchia di valori è uno dei compiti dell’uomo alla ricerca dello Spirito, che non si isola negli eremi, ma che cerca di vivere al meglio nella società dei suoi simili.

martedì 11 dicembre 2012

C'è una luce in fondo al tunnel?

Si avvicina il 21-12-2012, fatidica e quasi palindroma data di tanti vaticini, ma l'unica cosa che mi pare stia collassando, almeno in Italia, è la fiducia dei suoi abitanti in un futuro migliore. Lo scoramento e la sfiducia sono i denominatori comuni di un tessuto sociale disgregato da troppi anni di bugie e malversazione, strumenti perversi di una classe dirigente non all'altezza, non dico di guidare un paese, ma anche di compiti minimi come decidere almeno per il suo bene (dato che in Italia si trova anche lei). Stiamo assistendo ora alla pantomima delle dimissioni di Monti a (solo un mese prima di quanto comunque sarebbe dovuto accadere) e al ritorno in campo di uno stanco Berlusca, pronto però a tutto pur di salvare il suo interesse, come sempre.

martedì 2 ottobre 2012

NUOVO SISTEMA FISCALE (ED ECONOMICO)


Lo scopo di una riforma fiscale deve essere accertare con esattezza il reddito di ogni cittadino e di conseguenza tassarlo sul suo vero reddito effettivo evitando l’ingiustizia e la perequazione delle risorse, ovvero che il denaro si concentri nelle tasche di pochi e che la maggioranza della popolazione sia costretta a sopportare un peso fiscale iniquo.
In Italia il 90 % delle tasse è pagato da dipendenti e pensionati. Il 45% della ricchezza è detenuto dal 10% delle famiglie (dati Banca d'Italia). Lo Stato non sa (meglio, non vuole, da sempre) tassare in modo equo e fa pagare fino al 55% di tasse a coloro che le devono pagare per forza, per sopperire a tutti coloro che non le pagano.

giovedì 26 luglio 2012

Monti ha fallito, ma cosa si potrebbe fare?

A proposito dell'ormai onnipresente tema della crisi, dello spread sempre più alto che vanifica le pur inique e recessive misure montiane, dell'operato del governo, e di cosa si potrebbe fare -in Italia almeno- per uscire da questa situazione insostenibile. 

mercoledì 4 aprile 2012

DALLA TASSAZIONE ALLA DOMINAZIONE

MECCANISMI SOCIOECONOMICI DI ASSERVIMENTO SUL PIANO MATERIALE

 PARTE 1 - Tassazione


"Redditi, metà italiani sotto 15mila euro più di 10 milioni non pagano l'Irpef", titolano i maggiori quotidiani, e la cosa grave è che non ci sorprende. 
Dall'ultima indagine della Banca d'Italia del 2010, risulta che il 45% della ricchezza è detenuto dal 10% delle famiglie più ricche. 
La novità, a mio parere, è che ormai da un po' di anni, del restante 90% che potremmo definire la classe medio-bassa di reddito, non fanno solo più parte dipendenti e pensionati ma, in crescita costante, anche tanti piccoli imprenditori, commercianti, società individuali, piccoli artigiani, partite IVA, fino a toccare anche datori di lavoro di medio piccole aziende che ormai condividono le ristrettezze economiche e le angosce dei loro dipendenti (un elemento che ce lo prova sono i casi di suicidio che tra questi si stanno moltiplicando).

martedì 28 febbraio 2012

Summit MMT di Rimini (Modern Money Theory)

Si è tenuto a Rimini, lo scorso week end, il primo summit italiano MMT, organizzato con cuore, sofferenza, abnegazione e abilità da un giornalista coraggioso, Paolo Barnard, che seguo da tempo su Internet, anche perchè ormai viene evitato come la peste da tutti coloro che hanno un seguito mediatico. E' stato un grande successo. Più di 2000 persone paganti.
Sono contento per lui, che paventava di dover disdire il tutto a causa delle insufficienti prenotazioni, e per questo paese, dove ogni tanto possono avvenire cose di cui essere orgogliosi. 
Sempre per pochi e sempre osteggiate dai grandi media asserviti ai poteri forti, però meglio di niente.

sabato 18 febbraio 2012

Sviluppo sostenibile, l'ossimoro dell'economia dell'assurdo



E" possibile uno sviluppo infinito in un mondo di risorse finite? 
Anche un bambino potrebbe rispondere di no. Quando le risorse finiscono lo sviluppo basato su di esse termina. E allora perchè continuano a dirci, e parlo di tutti i maggiorenti della terra, che "la recessione è lo spauracchio da evitare" e che "il PIL deve crescere altrimenti sono guai"?
Quando sarà il momento di iniziare ad occuparsi di un mondo da vivere e non da sfruttare? 

venerdì 14 ottobre 2011

15 ottobre 2011: Giornata mondiale degli indignati / Il paese degli asini




Una manifestazione le cui ragioni sono talmente numerose che è difficile elencarle tutte. Sono ampiamente trattate anche in questo blog.
In poche parole si possono riassumere in una frase emblematica che immagino di poter riferire ai responsabili della situazione in cui siamo: ma come avete potuto, voi, classe dirigente del mondo, asservirvi a tal punto alle forze oscure dell'avidità e dell'egoismo, da portare il mondo e chi lo abita a questo punto? Al punto da segare il ramo su cui voi stessi siete seduti?

lunedì 29 agosto 2011

NEOLIBERISMO SFRENATO OVVERO COME L'AVIDITA' (SPECULAZIONE FINANZIARIA) MASSACRA L'UMANITA'

Paradossalmente proprio nel momento in cui l'economia globale è messa a nudo da tutti i suoi limiti intrinseci, il consesso economico neoliberista (i 100-200 che governano il mondo) lancia un’offensiva che accentua ancora di più i difetti del modello, sacrificando il welfare sull’altare del debito pubblico e di un PIL condannato a salire sempre, mentre l'unica vera soluzione sarebbe la decrescita: come si può puntare alla crescita infinita in un mondo di risorse finite?

venerdì 22 luglio 2011

I veri padroni del mondo: il caso BlackRock

Da tempo sostengo che il mondo è governato da pochi, non più di 100 - 200 individui (si chiami Gruppo Bilderberg, o Commissione Trilaterale, o Illuminati fa poca differenza), che hanno in mano le chiavi del mondo e -in sintesi- i destini (ovvero anche le sofferenze) dell'umanità. Recentemente anche il nostro ministro Tremonti, dopo aver confermato in passato l'esistenza dei cosiddetti "Illuminati", ha detto che vi sono gruppi privati in grado di manovrare capitali superiori al PIL di nazioni industrializzate come l'Italia. 
E' il caso di BlackRock (il cui nome è già tutto un programma) che dichiara nei suoi documenti ufficiali pubblici di gestire 3.650 miliardi di dollari di patrimoni amministrati: una cifra incredibile, pari all'intero Prodotto Interno Lordo della Germania.

giovedì 14 luglio 2011

Ingiustizia finanziaria, italiana, europea e mondiale

Partiamo dal primo problema. Italiano.
E partiamo dal fatto che negli ultimi due anni, e ancora fino a qualche giorno fa, il ministro Tremonti e il governo tutto, Berlusconi in testa, si profondevano in dichiarazioni tranquillizzanti sul fatto che ci fosse un problema Italia.
Anzi, sostenevano in ogni intervento mediatico che "al confronto con gli altri Paesi il nostro era tra quelli che stavano meglio", negando (il famoso negazionismo del Berlusconismo) la necessità di qualsiasi manovra correttiva o intervento strutturale.

martedì 5 luglio 2011

Islanda: la rivoluzione oscurata (perchè fa paura e a chi?)

All’attenzione mediatica verso le rivolte del Nord Africa fa da contraltare il silenzio totale verso un altra e ben più pericolosa rivolta, pericolosa perchè democratica e anti-sistema economico, quello che veramente soffoca il pianeta e arricchisce i pochi sui molti.
Stiamo parlando dell'Islanda: un paese con la democrazia probabilmente più antica del mondo, le cui origini vanno indietro all'anno 930 e che ha occupato il primo posto nel rapporto del ONU sull'indice dello sviluppo umano 2007/2008.