IL MONDO E' COME UNO SPECCHIO

Osserva il modo in cui reagisci di fronte agli altri. Se scopri in qualcuno una qualità che ti attrae, cerca di svilupparla in te stesso. Se invece osservi una caratteristica che non ti piace, non criticarla, ma sforzati piuttosto di cancellarla dalla tua personalità. Ricorda che il mondo, come uno specchio, si limita a restituirti il riflesso di ciò che sei.

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sabato 14 gennaio 2012

La beffa dei biocarburanti: ennesimo terribile attacco al pianeta



Mentre milioni di persone ogni anno nel mondo diventano vegetariane anche per prevenire il disastro ecologico causato dell'immenso consumo di risorse necessario all'allevamento bovino e per consentire di utilizzare i cereali destinati a tale allevamento direttamente per l'alimentazione umana (ricordiamo il rapporto 8 kg di cereali per 1 kg di carne, per non parlare dei migliaia di litri d'acqua), tutto ciò rischia di essere vanificato dall'enorme aumento di produzione dei biocarburanti.

venerdì 5 marzo 2010

Riflessioni su Avatar

L'altra domenica sono andato a rivedere Avatar in 3d. Lo ammetto, sono un appassionato di fantascienza da quando ero adolescente. Avatar da questo punto di vista è un sogno che non avrei mai potutto immaginare. Fantastico.
Entrando invece in un ambito più oggettivo, al riguardo della trama e dei contenuti, "mi corre l'obbligo", come direbbe qualcuno, di fare qualche inevitabile riflessione sull'umana condizione.
Da Soldato Blu a Balla coi Lupi fino al recente District Nine, per citarne solo alcuni, c'è un filo conduttore che lega questi film, degli elementi comuni e direi quasi "classici": c'è la società umana perversa, avida, sprezzante della dignità del diverso, per quanto simile; poi c'è qualche individuo, l'eccezione che conferma la regola, che pur facente parte di questa società vi si ribella e si mette dalla parte dei deboli; poi c'è lo sfruttamento indiscriminato della natura e delle sue risorse rispettate invece dai diversi; c'è infine la rappresentazione scenica di come civiltà e militarismo (ovvero violenza) siano antitetici e non sinonimi (per altro a tutt'oggi, invece, cercano di farci credere il contrario!).
Tutti valori giusti e sacrosanti. Ma perché questi film hanno successo? Perché vengono finanziati con i capitali delle stesse multinazionali che sfruttano il pianeta? Perché non ci fanno sentire in colpa?
La risposta è forse semplice quanto sconsolante: perché sdoganano le colpe dell'umanità.
In questi film i cattivi umani vengono fatti odiare e poi infine sconfitti. La giusta fine per chi commette delitti così gravi.
Peccato però che nella vita normale, nella storia, manchi proprio quest'ultima parte che del film è quella più amata e più percepita come giusta.
Gli Indiani d'America sono stati oggetto di genocidio, praticamente sono "stati estinti" e le loro terre e la natura da essi rispettatata incamerate degli invasori europei "portatori di civiltà".
Le risorse del nostro pianeta vengono deturpate, consumate, inquinate senza nessun rimorso da parte dei pochi avidi che lo controllano economicamente; gli ecologisti non vincono.
I pregiudizi, il razzismo, la prevaricazione del forte sul debole sono la norma; i deboli non vincono mai.
Il 20% dell'umanità consuma l'80% delle risorse mondiali, il sud del mondo viene sfruttato e colonizzato economicamente in sprezzo ai diritti fondamentali di libertà, di salute, di corretta alimentazione, di accesso alle fonti idriche, di autodeterminazione, di istruzione; l'80% non vince.

Per ora solo i film ci fanno sognare un mondo giusto e migliore, un mondo dove il buon senso ha la meglio e i giusti hanno infine ragione degli insani progetti di sfruttamento, schiavitù e morte.
Non toglieteceteli! I sogni sono piacevoli intermezzi cui non rinuncieremmo mai.
Solo non si pensi che per sempre possa funzionare il "panem et circensis" di romana memoria.
La consapevolezza si diffonde ineluttabilmente ed un giorno gli sfruttati vinceranno veramente.
In verità ciò già accade, solo che non è su questo piano terreno. Un giorno anche la terra rispecchierà la giustizia dei mondi superiori. Ma questo è un discorso che merita altri spazi e altri ambiti.

martedì 23 febbraio 2010

Blocco del traffico: più fumo negli occhi o meno nei polmoni?

"Il blocco del traffico deciso per il 28 febbraio è inutile". Non lo dico io ma -nientepopòdimenoche- il Ministro delle Infrastrutture e dei Traporti Altero Matteoli ieri 22 febbraio.
Tra le altre cose il ministro afferma: "Siccome secondo la legge si devono prendere provvedimenti quando l'inquinamento sfora le soglie consentite, quello più' facile è fermare il traffico" e poi ancora "Puo' darsi che qualche risultato lo dia ma dal lunedì' successivo, con il ritorno della circolazione normale nulla cambierà. Cosi' non si risolve il problema, servono interventi strutturali".
L'ultimo provvedimento simile era stato preso nel febbraio 2007. Fin troppo facile arguire che -in vista delle prossime elezioni regionali- si tratta di una mossa sostanzialmente demagogica volta a procurare consenso generico e credulone (ma tant'è, non è che serva tanto di più -come sappiamo- per ottenere ottimi risultati di consenso).
"80 comuni", "accordo storico" chiosa la Moratti nei TG.
Si pensi che le 4 regioni nelle quali si estende la pianura padana (Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, tralasciando i Friuli per sola semplificazione) comprendono in tutto 3681 comuni. Facciamo che solo il 25% di essi (ma è una stima molto per difetto) si trovi nella Pianura Padana: fa 920 comuni. 80 su 920 sono un po' pochini per gridare alla "storicità".
Ma al di là di questo vi sono vari aspetti che stonano su questi demagogici provvedimenti:
- purtroppo (o magari è voluto?) non si trovano statistiche su quanti veicoli circolino la domenica rispetto agli altri giorni. Io credo -ed ognuno lo può verificare- viaggiando in continuazione tra Modena e Torino, che la domenica il traffico sia 10 volte di meno che quello feriale. Inoltre, come si sa, le polveri sottili, il famoso particolato, viene emesso soprattutto dai motori diesel. I camion sono tutti diesel e di domenica se ne incontrano veramente pochi.
- Da anni ed anni in Italia non si fa nulla per potenziare il trasporto su rotaia privilegiando il trasporto su gomma anche per favorire le aziende nostrane nella vendita. Dopo di che non solo queste aziende quando hanno bisogno traggono a piene mani dal bilancio dello Stato ma, quando gli conviene, vanno a produrre all'estero e/o licenziano gli operai italiani. Per non parlare di cosa costa in termini di vite umane la scelta del trasporto su gomma aggravata dalla inefficente rete stradale. Siamo capaci di scegliere il trasporto su gomma e poi di rimanere 50 anni con la stessa rete, ormai piena fino a scoppiare: potenza della italica sagacia!
- Ci costringono ad acquistare auto e ad averle sempre meno inquinanti, giustamente, e poi quando devono fare ecologia ci impediscono di usarle! Non c'è qualcosa di stonato? Non si potrebbe fare qualcosa a monte? Magari andando contro a qualche interesse economico di massimizzazione del profitto di breve periodo? No, questo non si può fare... E' molto più semplice interdire la circolazione al Pantalone di turno che ha così poca voce in capitolo e che è così facile abbindolare...
- Perchè si fa così poco per incentivare la sostituzione delle caldaie obsolete, l'incremento dei pannelli fotovoltaici e lo sfruttamento delle fonti alternative (invece delle centrali termolelettriche a derivati petroliferi o, peggio, nucleari). Dovremmo costruire case interamente fotovoltaiche, dal tetto alle fondamenta, coibentate, armoniche al territorio...

La pianura padana è una Bombay di 20 milioni persone che si spostano in media di 20 km al giorno mentre nel 1980 erano 10. Il doppio.
Mentre gli investimenti su strade e autostrade continuano a crescere (con un + 25% in dieci anni) quelli nella ferrovia subivano un taglio progressivo (-2% in dieci anni).
Il tasso medio di motorizzazione nell'Italia settentrionale è cresciuto di oltre il 50% (da 380 a 585 autovetture ogni 1000 abitanti), ma contemporaneamente i passeggeri sulla ferrovia sono aumentati solo del 13% (dati del 2007).
Nel 1951 i 21 milioni di abitanti del Nord Italia vivevano ancora in prevalenza all'esterno delle aree urbane, mentre gli attuali 25 milioni di abitanti si sono sempre più concentrati in aree urbane e sub-urbane. Qui si trovano il 90% del lavoro e dei servizi.

E' chiaro che per diminuire l'inquinamento occorrerebbe agire a monte e con misure di lungo periodo, non con inutili blocchi di traffico, manovrine prelettorali da fumo negli occhi oltre che nei polmoni:
- incentivare l'uso dei motori a metano e ibridi: questo significa farli COSTARE MENO effettivamente, nonché aumentare le poche stazioni di servizio col metano (SULLE AUTOSTRADE NON CI SONO).
- incentivo dell'efficienza con veicoli più piccoli e leggeri: si fa qualcosa per questo, forse che i famosi SUV vengono disincentivati? Per portare a spasso 80 kg usiamo -tutti- veicoli che pesano minimo 10 volte tanto...
- pianificazione territoriale: per es. incentivare l'impiego vicino a casa è possibile, ma mai nessuno ha fatto nulla per incidere su questo basilare elemento
- riorganizzazione della rete del trasporto pubblico passeggeri: a partire dalle ferrovie, che continuano a disincentivare il traffico pendolare (che è il vero deterrente all'uso dell'auto) e che offrono servizi inefficienti e obsoleti, per andare ai mezzi pubblici e alle metropolitane su cui si dovrebbe investire ben di più
- riorganizzazione assetto dei servizi logistici: potenziamento dei nodi di interscambio, innovazione logistica, potenziamento della rete ferroviaria merci ecc. ecc.

Tutte azioni di lungo periodo, a largo respiro, che solo a livello di Stato possono essere decise, finanziate e portate avanti nel tempo, di governo in governo, a prescindere dal colore, perchè questo è l'interesse della popolazione tutta, non dei bianchi, dei rossi o dei verdi.
I singoli comuni, queste azioni, una volta intraprese, potrebbero poi facilitarle, gestirle, organizzarle.
Noi facciamo invece tutto il contrario.
Lo Stato non solo fa poco o nulla ma taglia i fondi ai Comuni per poi lasciarli soli di fronte alle giuste lamentele dei cittadini, vessati e pure inquinati. Gli amministratori locali, che a maggior danno -in questo caso- vogliono anche essere rieletti, non hanno molte strade da percorrere.
Per iniziare a sperare, in fondo, ci basterebbe poco: magari che qualcuno, dall'alto, cominciasse a smettere di lanciare fumo negli occhi delle persone per cominciare a parlare, non della verità, ma in verità. Agire per il bene comune sarebbe poi il conseguente e inevitabile passo successivo.

martedì 19 gennaio 2010

I consumi divorano il pianeta... e che consumi!

In 5 anni i consumi sono aumentati del 28%.
Questi i dati dello "State of the World 2010", il rapporto del Worldwatch institute.
Qualche chicca significativa: i bambini inglesi riconoscono più facilmente i diversi Pokémon che le specie di fauna selvatica; i bambini americani di due anni non sono in grado di leggere la lettera M, ma molti riconoscono gli archi a forma di M dei ristoranti McDonald's; due cani pastore tedeschi consumano più risorse in un anno di un abitante medio del Bangladesh. E un dato d'assieme: circa il 7 per cento della popolazione globale (i 500 milioni di individui più ricchi del mondo) sono responsabili del 50 per cento delle emissioni globali di anidride carbonica, mentre i 3 miliardi più poveri sono responsabili di appena il 6 per cento delle emissioni di CO2.
Lo State of the World 2010, il rapporto del Worldwatch Institute è appena uscito negli Stati Uniti e in Italia sarà pubblicato tra breve, dedicato quest'anno soprattutto a un'analisi dei consumi.
Ingozzarsi di cibo e di merci non fa bene né ai singoli né all'ambiente.
Interessante notare, dal punto di vista della salute individuale, che molti degli individui più longevi consumano 1.800-1.900 calorie al giorno, cibi poco trattati e pochissimi alimenti animali, mentre l'americano medio consuma 3.830 calorie al giorno!
Dal punto di vista della salute globale c'è da rilevare che tra il 1950 e il 2005 la produzione di metalli è sestuplicata, il consumo di petrolio è aumentato di otto volte e quello di gas naturale di quattordici; un europeo medio usa 43 chilogrammi di risorse e un americano 88; a livello globale ogni giorno si prelevano risorse con le quali si potrebbero costruire 112 Empire State Building. Circa il 60 per cento dei servizi offerti gratuitamente dagli ecosistemi - regolazione climatica, fornitura di acqua dolce, smaltimento dei rifiuti, risorse ittiche - si sta impoverendo.
E la corsa a divorare il pianeta diventa sempre più veloce: negli ultimi cinque anni i consumi sono saliti del 28 per cento. Nel 2008, globalmente, si sono acquistati 68 milioni di veicoli, 85 milioni di frigoriferi, 297 milioni di computer e 1,2 miliardi di telefoni cellulari. Non sono aumenti dovuti solo all'incremento demografico: tra il 1960 e il 2006 la popolazione globale è cresciuta di un fattore 2,2, mentre la spesa pro capite in beni di consumo è quasi triplicata.
Ci sarebbe poi da aprire un libro a parte sulla qualità di questi consumi esagerati.
Mi soffermo solo sull'aspetto alimentazione con qualche recente notizia non solo italiana:
Sette tonnellate di pesce sequestrato in Campania
Barletta, a Natale cenone con alici ... e vermi
Il ministro Zaia: verme nelle alici di Molfetta poteva bucare intestino
Pesca: Zaia, abbiamo sequestrato 500 tonnellate di autentica schifezza
Latte in polvere nel formaggio grattugiato, chiusa azienda a Parma
Napoli, quintali di cibi avariati. Sequestri e multe in tutta la città
Finti macellai e i dispiaceri della carne: la mappa italiana
Russia, maxi-sequestro di carne: "Era stata congelata nel 1974"
In proposito a tutto ciò vi propongo uno stralcio da un'interessante riflessione della Tornabuoni su "La Stampa":
pare che in Italia e nel mondo si viaggi su due binari paralleli che non s’incontrano mai: più la gente crede di fare attenzione a quanto mangia e cerca i costosi cibi genuini, più decifra nonostante i caratteri a stampa imperscrutabili le etichette, più ammattisce alla vana ricerca di alimenti sani, e più si diffondono importazioni alimentari fetide, vini velenosi, latte acquoso senza sostanza. Più cresce nei media la cultura del mangiare sano, più nella prassi si infittiscono le truffe. Sarebbe interessante conoscere i responsabili, criminali di prim’ordine capaci di fare del male a infiniti loro simili, di danneggiare gravemente bambini, vecchi, donne in attesa di figli, soltanto per mettere in tasca qualche euro in più. Sarebbe interessante guardarli in faccia, fare domande: ma come possono? La notte, riescono poi a dormire? La mattina, sopportano la propria faccia nello specchio? Se scoperti, cosa direbbero ai propri figli? E, figli a parte, davvero non avvertono vergogna né rimorso? Domande ingenue. Il motto popolare «Per i soldi si venderebbero la madre» non è mai stato tanto calzante. Peggiora la situazione sapere che è così dappertutto, che anche l’assenza d’un pilone centrale nell’edificio universitario dell’Aquila ha provocato la morte di otto ragazzi nel terremoto abruzzese. Peggiora le cose constatare anche un altro fenomeno: più leggi terrificanti vengono proclamate, e meno esse vengono rispettate. Per mancanza non casuale di controlli, per carenza di informazione, per menefreghismo, per avidità: a proposito del pesce marcio come degli immigrati sfruttati e trattati come bestie.
Non credo sia semplice dare speranze o suggerire soluzioni ad un problema che è insito nell'uomo.
Probabilmente si chiama "avidità" ed è associato a "ignoranza", "egoismo", "desiderio", "potere" eccetera. Purtroppo però non sono né le leggi, né i tribunali, che possono cambiare l'uomo (pur se far rispettare le leggi è basilare perchè siano credibili), ma solo la sua volontà personale e individuale di miglioramento, di evoluzione, di crescita interiore, che è anche etica e morale. Le avanguardie esistono ma per la maggioranza dell'umanità credo ci vorrà ancora un po' di tempo.
E' una pazienza che costerà ancora molto a tutti.

giovedì 2 luglio 2009

Meno tumori per i vegetariani

Si susseguono le ricerche che confermano i benefici per la salute di una dieta vegetariana.
E' di oggi la notizia di una recente ricerca condotta in Inghilterra su un campione molto vasto di persone, che conferma ulteriormente quanto da sempre ritenuto dai sempre più numerosi vegetariani nel mondo.
In Italia abbiamo un oncologo di fama come Veronesi che propugna questa dieta da anni.
Per non parlare del fatto che la dieta vegetariana è anche la migliore per la salvaguardia del pianeta come attestato anche da illustri esperti economici (ad esempio Jeremy Rifkin, profeta del movimento NO-GLOBAL).
Sono lacto-vegetariano (sì latticini, no uova) da ormai 10 anni e posso testimoniare di persona i benefici e l'assenza di controindicazioni di una equilibrata dieta vegetariana (verdure, legumi, cereali, semi, e frutta, fresca e secca).
E' la scelta migliore anche per chi vuole rinunciare alla violenza sistematica sui nostri fratelli minori, gli animali (si vede per esempio il celeberrimo saggio di Leone Tolstoi “Il Primo Gradino”).
Il materiale a favore di questa scelta etica in rete è infinito.
Consiglio in particolare:
Una vita senza carne (sito completo con tutti gli aspetti inerenti approfonditi)
La dieta carnea: informazioni su cui riflettere (dieta vegetariana e sostenibilità)
Società scientifica di nutrizione vegetariana
Associazione vegetariani italiani