I dati pubblicati nel Rapporto sulla ricchezza mondiale (e sulla sua distribuzione) dal Credit Suisse nel 2014 dimostrano che la cosiddetta "crisi" non è una diminuzione generalizzata di ricchezza (come martellato dai media) ma un aumento, l'aumento dei ricchi e della loro ricchezza che corrisponde all'aumento dei poveri e della loro povertà.
La crisi è un allargamento di forbice. E' un maggiore divario tra chi sfrutta e chi è sfruttato. E la sinistra, sia italiana che mondiale, si è spesso trasformata da paladina dei deboli e della solidarietà, nel maggior tutore di questa sperequazione, poichè in grado di far passare con minore scontro sociale (essendo ancora creduta tutelante dalla maggior parte delle fasce deboli) le riforme atte ad avvallare e -se possibile- garantire ancor di più questa diseguaglianza. Il miglior servo possibile per i padroni del mondo.
Riflessioni su immagini e fatti tratti dall'esistenza quotidiana individuale e dalla società. Dice Lo Specchio: "Perché non speculare condividendo le mie riflessioni?"
IL MONDO E' COME UNO SPECCHIO
Osserva il modo in cui reagisci di fronte agli altri. Se scopri in qualcuno una qualità che ti attrae, cerca di svilupparla in te stesso. Se invece osservi una caratteristica che non ti piace, non criticarla, ma sforzati piuttosto di cancellarla dalla tua personalità. Ricorda che il mondo, come uno specchio, si limita a restituirti il riflesso di ciò che sei.
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mercoledì 25 marzo 2015
giovedì 5 giugno 2014
Gli errori -voluti- della Commissione Europea
Continua il perverso errore del perseguimento dell'austerità. A nulla valgono indici di disoccupazione sempre peggiori, critiche dai maggiori economisti mondiali, elezioni europee che privilegiano l'euroscetticismo e i "populismi antieuropei". Parrebbe quasi che la politica della Commissione non faccia gli interessi dei popoli ma dei banchieri e del Vero Potere Neoliberista che li connota. Eppure in molti, in Italia primo fra tutti il Governo e il PD che lo esprime, non se ne accorgono. Dicono -in patria- di voler far digerire all'Europa le buone ragioni delle esigenze italiana ma poi, stranamente, quando sono a Bruxelles stanno zitti come topi...
Questo perchè, purtroppo, la Commissione Europea non è interessata a ciò che scriveva Keynes, e neppure a ciò che sostiene una platea, a dire il vero molto vasta, di economisti più o meno keynesiani. Per cui le sue Raccomandazioni del 2 giugno continuano a prescrivere per l’Italia, come per gli altri paesi, niente altro che la continuità delle politiche di flessibilità del mercato del lavoro, contrattuali e retributive, per accrescere la competitività salariale.
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venerdì 14 marzo 2014
Discutere dell’euro e delle sue regole potrebbe forse essere l’unico modo per salvarlo
Dal sito www.sbilanciamoci.info. un'analisi equilibrata e obbiettiva della situazione di Roberto Schiattarella, (Economista e docente presso l'Università di Camerino).
L’Europa per potersi consolidare ha bisogno di regole che siano coerenti con il suo progetto e quindi anche di una nuova cultura che si opponga a quella, oggi largamente prevalente, che attribuisce la responsabilità degli squilibri ai più deboli.
Se le conseguenze dell’esistenza dell’euro sono quelle che si stanno vivendo, porsi la questione della permanenza dei paesi della periferia europea nell’euro non solo è assolutamente necessario, ma è doveroso. È doveroso perché è solo a quel livello che ci si può misurare con la questione delle regole. Ed è solo a quel livello che da un lato diventa evidente il fatto che la soluzione dei problemi non può essere affidata solo a nuove strategie di politica economica, e, dall’altro diventa possibile affrontare la complessità dei problemi e dei livelli a cui intervenire. Se non si consolida una coscienza di questo tipo, se le regole rimarranno immutate, l’uscita dalla moneta unica, a giudizio di chi scrive, è solo questione di tempo. Con tutte le conseguenze drammatiche che l’interruzione di un processo politico di questa importanza potrebbe comportare. Discutere dell’euro e del contesto di regole che gli fa da contorno potrebbe forse essere l’unico modo per salvarlo.
L’Europa per potersi consolidare ha bisogno di regole che siano coerenti con il suo progetto e quindi anche di una nuova cultura che si opponga a quella, oggi largamente prevalente, che attribuisce la responsabilità degli squilibri ai più deboli.
Se le conseguenze dell’esistenza dell’euro sono quelle che si stanno vivendo, porsi la questione della permanenza dei paesi della periferia europea nell’euro non solo è assolutamente necessario, ma è doveroso. È doveroso perché è solo a quel livello che ci si può misurare con la questione delle regole. Ed è solo a quel livello che da un lato diventa evidente il fatto che la soluzione dei problemi non può essere affidata solo a nuove strategie di politica economica, e, dall’altro diventa possibile affrontare la complessità dei problemi e dei livelli a cui intervenire. Se non si consolida una coscienza di questo tipo, se le regole rimarranno immutate, l’uscita dalla moneta unica, a giudizio di chi scrive, è solo questione di tempo. Con tutte le conseguenze drammatiche che l’interruzione di un processo politico di questa importanza potrebbe comportare. Discutere dell’euro e del contesto di regole che gli fa da contorno potrebbe forse essere l’unico modo per salvarlo.
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venerdì 22 novembre 2013
Ennesima inutile svendita di patrimonio pubblico
Il Governo dei servi del Vero Potere si appresta a dismettere (ovvero mettere nelle mani dei potenti, appunto) ulteriore valore appartenente ai cittadini, pagato con le tasse "estorte" (le pagano per il 90%) ai lavoratori e ai pensionati in tanti anni. Con la scusa risibile di fare cassa. Tutti quelli che sanno un minimo di economia sanno che è un grave errore cercare di coprire spese correnti rinunciando a parte del proprio patrimonio. Sarebbe come per una famiglia vendere una parte della propria casa per pagare le bollette e il mutuo della stessa. Oltre al fatto che lo Stato rinuncia anche a incassare i futuri dividendi delle quote cedute, dividendi che sono invece annuali. In pratica in 10-15 anni perde tutto quello che ha incassato ora. Per non parlare del fatto che -come anche i bambini sanno- quando si vende in un momento di bisogno si svende, si incassa molto meno del valore reale di un bene. L'efficacia delle svendite del passato (vedi Telecom, Alitalia, ILVA, la stessa ENI, e poi i tanti edifici di cui si è incassato un decimo del preventivato) è sotto gli occhi di tutti: non è servita a nulla se non ad arricchire altri, non certo a risanare il bilancio dello stato. E' sotto gli occhi di tutti, ma i nostri politici fanno finta di non vedere per fare gli interessi dei loro padroni.
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venerdì 18 ottobre 2013
London School of Economics: dell’Italia non rimarrà nulla, in 10 anni si dissolverà
London School of Economics: "Dell’Italia non rimarrà nulla, in 10 anni si dissolverà"
Non certo un analisi di sinistra...
Sono cose tristi ma purtroppo vere. Non volerle vedere non aiuta. E' basilare per capire quanto sarebbe urgente cambiare rotta. Una lettura chiara e consigliabile per chi vuole capire bene cosa succede.
Non certo un analisi di sinistra...
Sono cose tristi ma purtroppo vere. Non volerle vedere non aiuta. E' basilare per capire quanto sarebbe urgente cambiare rotta. Una lettura chiara e consigliabile per chi vuole capire bene cosa succede.
venerdì 11 ottobre 2013
Dominazione tramite carenza di denaro
Un'analisi molto chiara di Marco Della Luna sull'attuale situazione economica mondiale, ad iniziare dal default statunitense di cui tanto si parla in questi giorni e che -se non risolta- rischierebbe di innescare crisi a catena nel mondo.
Della Luna ci spiega i fatti storici e attuali, già avvenuti, che dimostrano molto chiaramente che:
-il sistema monetario odierno è inefficiente e irrazionale rispetto agli interessi della gente e della produzione;-è invece efficiente e razionale rispetto agli interessi dei monopolisti della moneta e del credito che lo dominano;
-le giustificazioni addotte per tale sistema sono false e di mala fede;
-questa mala fede accomuna governi, capi di Stato, organi e autorità internazionali e sovranazionali, nonché il mainstream accademico – tutti quelli che si propongono di risolvere la crisi e risanare l’economia;
-la coltivazione delle suddette pratiche a scopo di sfruttamento e dominazione ha portato il mondo sull’orlo di una catastrofe tanto grande, che potrebbe non essere più governabile nemmeno dai detentori del monopolio monetario-bancario, e mandare in pezzi i loro gioco.
-il sistema monetario odierno è inefficiente e irrazionale rispetto agli interessi della gente e della produzione;-è invece efficiente e razionale rispetto agli interessi dei monopolisti della moneta e del credito che lo dominano;
-le giustificazioni addotte per tale sistema sono false e di mala fede;
-questa mala fede accomuna governi, capi di Stato, organi e autorità internazionali e sovranazionali, nonché il mainstream accademico – tutti quelli che si propongono di risolvere la crisi e risanare l’economia;
-la coltivazione delle suddette pratiche a scopo di sfruttamento e dominazione ha portato il mondo sull’orlo di una catastrofe tanto grande, che potrebbe non essere più governabile nemmeno dai detentori del monopolio monetario-bancario, e mandare in pezzi i loro gioco.
lunedì 7 ottobre 2013
PERCHE' IN ITALIA NESSUNO SI RIBELLA?
Quello che si può immediatamente notare è la differenza che esiste sul piano della diseguaglianza sociale. L’indice Gini misura questa diseguaglianza ed è accompagnato dalla misura della percentuale di popolazione sotto l’indice di povertà nazionale. Come si può notare i paesi che hanno subito delle rivolte, hanno uno indice superiori a quello italiano (a parte l’Egitto, ma il dato non è aggiornato da anni), e soprattutto quasi il doppio della popolazione è sotto la soglia della povertà. Inoltre è ancora più evidente come questi paesi più rivoluzionari abbiano una popolazione più giovane e con meno persone anziane. Quindi si può dimostrare che combinando diseguaglianze sociali con una grande popolazione giovane si hanno potenzialmente le basi per possibili rivolte violente.
In Italia al contrario la popolazione è più vecchia e generalmente appartiene in gran parte al ceto medio o al ceto medio-basso. Invece in questi paesi il ceto medio è una minoranza. Quindi in Italia probabilmente ancora per qualche anno non assisteremo a serie rivolte interne. Solo se la recessione perdurasse ancora anni e coinvolgesse tutta l’Europa portando quasi all’annientamento del ceto medio, potrebbe in tal caso trascinare i giovani senza futuro assieme ai loro padri “falliti” da un sistema dissestato come questo e quindi potrebbe innescare una nuova fase rivoluzionaria o rivoltosa, ma prima l’Europa dovrà essere in macerie, altrimenti non aspettatevi nessuna rivolta.
martedì 4 giugno 2013
COSA SI DOVREBBE FARE PER USCIRE DALLA CRISI (seriamente e non come ci fanno credere sia possibile)
Articolo economico molto tecnico ma esemplare. Cosa si dovrebbe fare per uscire dalla crisi, ovvero come agire volendo rispettare e considerare efficace la Costituzione.
martedì 25 settembre 2012
LA POLITICA DELLA CARENZA
Un articolo fantastico di Paolo Barnard. Quando c'è gente così brava a raccontare le cose non serve riscriverle...
"...dopo l’avvento della democrazia e dopo il conseguente riscatto di enormi masse verso un’esistenza più agiata ma soprattutto tutelata da diritti, l’obiettivo primario delle elites finanziarie e grandi industriali (Neomercantili), e in particolare dei ‘rentiers’ europei – cioè gli apparati di potere che per ‘diritto divino’ estraevano immense ricchezze dal lavoro altrui – fu uno solo: tornare a sottomettere quelle masse immense di esseri umani che, da poco più che mandrie di semi-animali totalmente asservite ai lussi dei ‘rentiers’, avevano acquisito istruzione, diritti, e soprattutto avevano assaggiato l’agio dei consumi. "
"...dopo l’avvento della democrazia e dopo il conseguente riscatto di enormi masse verso un’esistenza più agiata ma soprattutto tutelata da diritti, l’obiettivo primario delle elites finanziarie e grandi industriali (Neomercantili), e in particolare dei ‘rentiers’ europei – cioè gli apparati di potere che per ‘diritto divino’ estraevano immense ricchezze dal lavoro altrui – fu uno solo: tornare a sottomettere quelle masse immense di esseri umani che, da poco più che mandrie di semi-animali totalmente asservite ai lussi dei ‘rentiers’, avevano acquisito istruzione, diritti, e soprattutto avevano assaggiato l’agio dei consumi. "
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mercoledì 29 agosto 2012
Ecuador, Argentina, Assange, Kirchner, Lagarde e il futuro del mondo

Il 3 agosto, con un anticipo rispetto alla scadenza di 16 mesi, la presidente della Repubblica Argentina, Cristina Kirchner, si presenta alla sede di Manhattan del FMI:
"Nel 2003 andammo in default per 112 miliardi di dollari, ma ci rifiutammo di chiedere la cancellazione del debito: scegliemmo la dichiarazione ufficiale di bancarotta e chiedemmo dieci anni di tempo per restituire i soldi a tutti, compresi gli interessi. Per dieci, lunghi anni, abbiamo vissuto nel limbo. Per dieci, lunghi anni, abbiamo protestato, contestato e combattuto contro le decisioni del FMI che voleva imporci misure restrittive di rigore economico sostenendo che fossero l’unica strada. Noi abbiamo seguito una strada opposta: quella del keynesismo basato sul bilancio sociale, sul benessere equo sostenibile e sugli investimenti in infrastrutture, ricerca, innovazione, investendo invece di tagliare. Abbiamo risolto i nostri problemi. Ci siamo ripresi e siamo in grado di saldare l’ultima tranche con 16 mesi di anticipo. Le idee del FMI e della Banca Mondiale sono idee errate, sbagliate. Lo erano allora, lo sono ancor di più oggi. Chi vuole operare, imprendere, creare lavoro e ricchezza, è benvenuto in Argentina: siamo una nazione che ha dimostrato di essere solvibile, quindi pretendiamo rispetto e fedeltà alle norme e alle regole, da parte di tutti, dato che abbiamo dimostrato, noi per primi, di rispettare i dispositivi del diritto internazionale.”. Subito dopo la Kirchner ha presentato una denuncia formale contro la Gran Bretagna e gli Usa al WTO, coinvolgendo il FMI grazie ai file messi a disposizione da Wikileaks, cioè Assange. L’Argentina ha saldato i debiti, ma adesso vuole i danni. Con gli interessi composti. “Volevano questo, bene, l’hanno ottenuto. Adesso che paghino”. E’ una lotta tra la Kirchner e la Lagarde...
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giovedì 26 luglio 2012
Monti ha fallito, ma cosa si potrebbe fare?
A proposito dell'ormai onnipresente tema della crisi, dello spread sempre più alto che vanifica le pur inique e recessive misure montiane, dell'operato del governo, e di cosa si potrebbe fare -in Italia almeno- per uscire da questa situazione insostenibile.
giovedì 17 maggio 2012
Il diritto alla sopravvivenza arriva prima del diritto alla felicità (interventi di Paolo Becchi e Beppe Grillo)
UN VIDEO DA VEDERE. Trattasi di Paolo Becchi, docente ordinario di Filosofia del Diritto all'Università di Genova, filosofo e giornalista, intervistato da Claudio Messora. Non si tratta di un elemento della sinistra, tutt'altro. Ormai queste differenze sono solo strumentali a sfuggire il problema, che è uno solo: come vivere meglio.
Ecco un elenco dei più interessanti concetti espressi:
- L'Europa e l'Euro sono una costruzione artificiale, elitaria, di pochi potenti a scapito dei popoli
- Necessita -per sopravvivere- che gli stati europei si riapproprino della sovranità monetaria
- Perchè questo diktat (il famoso T.I.N.A) che l'euro deve essere salvato a discapito del massacro dei popoli, perchè?
- Meglio una fine spaventosa che uno spavento senza fine
- Siamo in mano a una criptocrazia: non sappiamo chi decide sopra le nostre vite, chi è quel pugno di potenti che decide le leggi (Costituzione Europea, Trattato di Lisbona) e gli organi economici europei (BCE, MES, Eurogendfor e loro regolamenti) che ci influenzano la vita così pesantemente
- Abbiamo fatto dell'euro una divinità intoccabile, ma è una divinità malvagia, perchè esserne succubi?
- Il diritto alla sopravvivenza arriva ancora prima del diritto alla felicità
Ecco un elenco dei più interessanti concetti espressi:
- L'Europa e l'Euro sono una costruzione artificiale, elitaria, di pochi potenti a scapito dei popoli
- Necessita -per sopravvivere- che gli stati europei si riapproprino della sovranità monetaria
- Perchè questo diktat (il famoso T.I.N.A) che l'euro deve essere salvato a discapito del massacro dei popoli, perchè?
- Meglio una fine spaventosa che uno spavento senza fine
- Siamo in mano a una criptocrazia: non sappiamo chi decide sopra le nostre vite, chi è quel pugno di potenti che decide le leggi (Costituzione Europea, Trattato di Lisbona) e gli organi economici europei (BCE, MES, Eurogendfor e loro regolamenti) che ci influenzano la vita così pesantemente
- Abbiamo fatto dell'euro una divinità intoccabile, ma è una divinità malvagia, perchè esserne succubi?
- Il diritto alla sopravvivenza arriva ancora prima del diritto alla felicità
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giovedì 10 maggio 2012
Se vedi chi comanda, vuol dire che a comandare non è lui
Un articolo del grande Roberto Quaglia che non posso non condividere. Veramente notevole.
I PERCHE' DI UNA CRISI
I PERCHE' DI UNA CRISI
LA DEMOLIZIONE CONTROLLATA DELLA CLASSE MEDIA E' APPENA INIZIATA: VERSO LA VITTORIA FINALE DEI CRIPTOCRATI
"... nulla mi toglie dalla testa che la grande crisi economica a cui stiamo assistendo ora sia fondamentalmente solo una gran rappresentazione. Il mondo finanziario è in effetti sul serio ad un passo dal collasso sistemico, e probabilmente davvero crollerà. Ma sebbene ciò sia probabilmente inevitabile, non credo affatto che sia un processo casuale, né frutto della pur notevole stupidità umana. Si scorgono riconoscibili elementi di regia nell’avvicendarsi delle tappe della crisi, ben riconducibili al collaudato schema Problema-Reazione-Soluzione. Si genera proditoriamente un problema che causi nel pubblico una reazione (il pubblico chiede o comunque attende una soluzione) e quindi si fornisce la “soluzione”, che altro non è che ciò che fin dal principio si voleva fare. Il “problema” è solo il pretesto necessario per implementare una “soluzione” preordinata. Uno schema vecchio come il mondo. Con questo trucchetto hanno già rifilato un “governo tecnico” a noi e ad altri, ed aspettate a vedere cosa ci sbologneranno quando il sistema verrà giù sul serio..."
mercoledì 4 aprile 2012
DALLA TASSAZIONE ALLA DOMINAZIONE
MECCANISMI SOCIOECONOMICI DI ASSERVIMENTO SUL PIANO MATERIALE
PARTE 1 - Tassazione
Dall'ultima indagine della Banca d'Italia del 2010, risulta che il 45% della ricchezza è detenuto dal 10% delle famiglie più ricche.
"Redditi, metà italiani sotto 15mila euro più di 10 milioni non pagano l'Irpef", titolano i maggiori quotidiani, e la cosa grave è che non ci sorprende.
La novità, a mio parere, è che ormai da un po' di anni, del restante 90% che potremmo definire la classe medio-bassa di reddito, non fanno solo più parte dipendenti e pensionati ma, in crescita costante, anche tanti piccoli imprenditori, commercianti, società individuali, piccoli artigiani, partite IVA, fino a toccare anche datori di lavoro di medio piccole aziende che ormai condividono le ristrettezze economiche e le angosce dei loro dipendenti (un elemento che ce lo prova sono i casi di suicidio che tra questi si stanno moltiplicando).
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giovedì 15 marzo 2012
Un bel siluro a Goldman Sachs
Tutti o quasi conoscono la banca Goldman Sachs. The Goldman Sachs Group, Inc. è una delle più grandi banche d'affari del mondo, che si occupa principalmente di investimenti bancari e azionari, di risparmio gestito e di altri servizi finanziari, prevalentemente con investitori istituzionali (multinazionali, governi e privati). E' più che una ipotesi che proprio GS sia stata la banca che ha guidato e stia guidando la speculazione contro l'Europa e i suoi stati più deboli, a tutto favore della supremazia economica degli States. Questo anche grazie a personalità europee che collaborano con essa direttamente, e che vedremo a seguire. Ma quello che ci interessa è che l'intento "tossico e distruttivo" volto a saccheggiare la povera gente, i deboli esseri umani chiamati nel gergo interno alla banca "pupazzi", il che è di per sè già molto significativo, viene denunciato proprio ieri da un ex top manager della società, con una lettera sul New York Times (qui la traduzione), in cui tra l'altro si dice: «Oggi è il mio ultimo giorno a Goldman Sachs e dopo averci lavorato per 12 anni posso dirvi che l'ambiente nella banca non è mai stato più tossico e distruttivo di adesso».
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martedì 28 febbraio 2012
Summit MMT di Rimini (Modern Money Theory)
Si è tenuto a Rimini, lo scorso week end, il primo summit italiano MMT, organizzato con cuore, sofferenza, abnegazione e abilità da un giornalista coraggioso, Paolo Barnard, che seguo da tempo su Internet, anche perchè ormai viene evitato come la peste da tutti coloro che hanno un seguito mediatico. E' stato un grande successo. Più di 2000 persone paganti.
Sono contento per lui, che paventava di dover disdire il tutto a causa delle insufficienti prenotazioni, e per questo paese, dove ogni tanto possono avvenire cose di cui essere orgogliosi.
Sempre per pochi e sempre osteggiate dai grandi media asserviti ai poteri forti, però meglio di niente.
Sono contento per lui, che paventava di dover disdire il tutto a causa delle insufficienti prenotazioni, e per questo paese, dove ogni tanto possono avvenire cose di cui essere orgogliosi.
Sempre per pochi e sempre osteggiate dai grandi media asserviti ai poteri forti, però meglio di niente.
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28.2.12
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sabato 18 febbraio 2012
Sviluppo sostenibile, l'ossimoro dell'economia dell'assurdo
E" possibile uno sviluppo infinito in un mondo di risorse finite?
Anche un bambino potrebbe rispondere di no. Quando le risorse finiscono lo sviluppo basato su di esse termina. E allora perchè continuano a dirci, e parlo di tutti i maggiorenti della terra, che "la recessione è lo spauracchio da evitare" e che "il PIL deve crescere altrimenti sono guai"?
Quando sarà il momento di iniziare ad occuparsi di un mondo da vivere e non da sfruttare?
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martedì 6 dicembre 2011
Conquistare la libertà dal debito pubblico e dalla recessione
La soluzione facile, immediata, definitiva ed unica ai problemi del debito pubblico e della recessione
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6.12.11
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giovedì 17 novembre 2011
Mario Monti, Papademos e il debito pubblico italiano (by Oscar Giannino)
Chi sono Mario Monti e Luca Papademos?
Byoblu, alias Claudio Messora, autore di un videoblog molto famoso in rete, ha anche partecipato alla puntata del 10-11-2011 di Servizio Pubblico di Michele Santoro, e ci racconta la versione nascosta di Mario Monti con dovizia di particolari e di dati.
A seguire Oscar Giannino ci racconta in modo chiarissimo la vera storia del debito pubblico italiano.
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17.11.11
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Mario Monti
giovedì 10 novembre 2011
Opzione Mario Monti, il paradosso della speranza che viene da chi è corresponsabile della speculazione mondiale
Per tutti gli italiani è arrivato il momento di turarsi il naso, di rinunciare ad un bene minore per un bene maggiore: la salvezza del paese.
Si potrà anche non essere d'accordo su tutto quello che ha fatto, ma il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sta salvando l'Italia da grande stratega. Questo io credo, ad oggi. Vedremo se il futuro, se la storia darà ragione a questa tesi.
Si potrà anche non essere d'accordo su tutto quello che ha fatto, ma il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sta salvando l'Italia da grande stratega. Questo io credo, ad oggi. Vedremo se il futuro, se la storia darà ragione a questa tesi.
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