"Le politiche di Renzi sono state largamente annunciate. A cominciare dall’ideologo finanziere Davide Serra, per proseguire con l’appoggio di vecchi apparati di lungo e lunghissimo corso, per continuare, come corollario, anche alcune gaffes o fughe in avanti (o indietro?) di certi suoi ultras (Blair, la Thatcher…). Insomma, il disegno non è ancora chiarissimo, ma si vede in filigrana la trama portante: un liberismo con la faccia più buona, la sostituzione di una lotta generazionale alla lotta di classe (ne ho scritto sulnuovo numero di MicroMega), l’assenza quasi totale di discorsi sulla redistribuzione del reddito e, invece, un ditino alzato verso quelle componenti della società (i pensionati, per dirne una) considerate una zavorra. La meritocrazia senza uguaglianza, cioè di fatto la promessa alle classi dirigenti attuali che a dirigere saranno ancora e sempre loro. Niente di nuovo, a parte i toni, i colori e il linguaggio (non nuovissimo nemmeno quello, peraltro, come dimostra l’ampio uso di stilemi pubblicitari e a volte addirittura veri e propri spot commerciali di grandi marche).
Riflessioni su immagini e fatti tratti dall'esistenza quotidiana individuale e dalla società. Dice Lo Specchio: "Perché non speculare condividendo le mie riflessioni?"
IL MONDO E' COME UNO SPECCHIO
Osserva il modo in cui reagisci di fronte agli altri. Se scopri in qualcuno una qualità che ti attrae, cerca di svilupparla in te stesso. Se invece osservi una caratteristica che non ti piace, non criticarla, ma sforzati piuttosto di cancellarla dalla tua personalità. Ricorda che il mondo, come uno specchio, si limita a restituirti il riflesso di ciò che sei.
martedì 10 dicembre 2013
Renzi, ovvero il pensiero unico che avanza
"Le politiche di Renzi sono state largamente annunciate. A cominciare dall’ideologo finanziere Davide Serra, per proseguire con l’appoggio di vecchi apparati di lungo e lunghissimo corso, per continuare, come corollario, anche alcune gaffes o fughe in avanti (o indietro?) di certi suoi ultras (Blair, la Thatcher…). Insomma, il disegno non è ancora chiarissimo, ma si vede in filigrana la trama portante: un liberismo con la faccia più buona, la sostituzione di una lotta generazionale alla lotta di classe (ne ho scritto sulnuovo numero di MicroMega), l’assenza quasi totale di discorsi sulla redistribuzione del reddito e, invece, un ditino alzato verso quelle componenti della società (i pensionati, per dirne una) considerate una zavorra. La meritocrazia senza uguaglianza, cioè di fatto la promessa alle classi dirigenti attuali che a dirigere saranno ancora e sempre loro. Niente di nuovo, a parte i toni, i colori e il linguaggio (non nuovissimo nemmeno quello, peraltro, come dimostra l’ampio uso di stilemi pubblicitari e a volte addirittura veri e propri spot commerciali di grandi marche).
venerdì 23 ottobre 2009
Un PRIMARIO alle PRIMARIE e altro sul tema
ndidati a queste primarie, Ignazio Marino, è un trapiantologo di fama.Non sono favorevole all'espianto di organi a "cuore battente" come ho già adombrato in questo stesso blog (in futuro spiegherò più approfonditamente la mia posizione), per cui non provo enorme simpatia per questo candidato. C'è anche un neo nella dua biografia che mi lascia leggermente perplesso:
"...l'allontanamento di Marino dalla direzione dell'Ismett (Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad alta specializzazionee) da tutte le posizioni presso l'Upmc University di Pittsburgh, e sue sedi mondiali, nonché dal Centro Nazionale per i Trapianti Italiano è da ricercarsi tra l'altro nelle ripetute richieste di rimborso spese presentate in doppio sia all'Upmc di Pittsburgh sia alla filiale italiana. (La lettera di liquidazione dell'Upmc è stata recentemente resa di dominio pubblico da 'Il Foglio'). Il 6 settembre Marino rassegna le dimissioni."
Infine un commento politico: Eugenio Scalfari aveva proposto, una sera in "Parla con me" con la Dandini, e poi successivamente dalle colonne di "Repubblica", non come una modifica allo Statuto del PD, ma piuttosto come un patto tr
a gentiluomini, che i tre sfidanti alla segreteria si accordassero in modo che chi usciva vincente dalle primarie, ma senza la maggioranza assoluta, diventasse automaticamente il Segretario. Questo ad evitare che una consultazione da milioni di persone venisse poi sovvertita dalla successiva convocazione di un'assemblea di 1000 delegati, come previsto dal perlomeno strano Statuto, e che il meno votato potesse fare da ago della bilancia, avendo di fatto potere (coi suoi delegati eletti contestualmente alle primarie) sull'elezione del segretario.Franceschini prima e Bersani dopo accettavano, Marino no.
Eppure fino a quel momento era semre stato uno strenuo sostenitore delle primarie come strumento principale all'elezione del Segretario.
"Cambiare le regole delle primarie a metà partita - dichiarava l'ex chirurgo- ricorda più le politiche di palazzo che quelle del Pd che vorrei. La proposta secondo cui diventerà segretario del Pd chi ha ricevuto il miglior risultato alle primarie, pur non avendo ottenuto la maggioranza assoluta dei voti, è estranea all'attuale regolamento, scritto e approvato da Franceschini e Bersani".
Ripondeva Franceschini su Twitter:
"Ignazio, ma non hai sempre detto che il popolo delle primarie è sovrano? Non si chiedono i voti il 25 per fare l'ago della bilancia dopo".
Ognuno tragga le sue conclusioni.
Per quanto mi riguarda, pur non essendo iscritto, se potrò andrò a votare alle primarie.
Voterò Bersani, perchè pur essendo il più vicino a certe vecchie e grigie posizioni di gerarchie di partito, mi pare il più solido, il più quadrato, il più concreto.
Ricordo anche le sue prime coraggiose riforme alla nascita dell'ultimo governo Prodi, raro esempio di cosa dovrebbe fare chi, dopo essere stato eletto, dimentica gli interessi di parte, e governa nell'interesse dell'intero popolo.
Auguri dunque!
mercoledì 15 luglio 2009
Il “Grillo partecipante”
Mi colpisce l’iniziativa del famoso comico genovese che ha tenuto e tiene banco in questi giorni sui giornali, ovvero la pretesa (anch’essa “comica” a mio avviso) di iscriversi al PD e partecipare alle primarie. Non sono del PD e non desidero nemmeno entrare nel merito di temi tecnici o meno e/o sul fatto che la cosa sia possibile. Anche Grillo non è così “senza peccato” come vuole far credere. Si sa che è molto vicino all’IDV, “sponsorizzato da” e “amico di” Di Pietro. Addirittura quest’ultimo a proposito della candidatura di Grillo nel PD dice: “… sei l'unico ad aver gia' esposto un programma, che noi dell'Italia dei Valori condividiamo in pieno ed appoggiamo”. Ma va? Davvero! Da non crederci.
E allora la domanda che sorge spontanea è questa: “Perché Grillo non si candida a guidare l’Italia dei Valori?”.
La risposta che vi darete la dirà lunga su questo tosto alfiere della italica indignazione.
Grillo è un grande guastatore, critico, distruttore... e COMICO. Bisogna però fare grande attenzione: come spiega molto bene Paolo Barnard in un suo articolo, "non è tutto oro ciò che luccica".
E sinceramente gli insulti, le provocazioni, i "vaffa" plateali hanno un pò stancato (non è altro che una nuova forma di demagogia), per costruire qualcosa di serio, e utile alla società civile, ci vuol altro.